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Disturbi del comportamento

Le lesioni craniali e i disturbi del comportamento:

l’approccio craniosacrale alla cura dei bambini “difficili”

Scorrendo gli articoli che parlano di bambini affetti da disturbi comportamentali e di apprendimento, verrebbe da pensare che le uniche opzioni di cura possibili siano il trattamento farmacologico o la terapia della parola. La buona notizia è che c’è un'altra via relativamente semplice e del tutto priva di controindicazioni, quella del trattamento craniosacrale, un metodo di derivazione osteopatica. Alcuni osteopati americani hanno riscontrato infatti, negli ultimi trent’anni di pratica e di ricerca “sul campo”, che i bambini iperattivi, o quelli che soffrono di paure eccessive, frequenti mal di testa, difficoltà di concentrazione, dislessia e altri disturbi più gravi fra cui anche l’autismo, molto spesso presentano particolari lesioni e “rigidità” craniche.

Queste lesioni sono dovute, nella gran parte dei casi, a traumi da parto (secondo l’osteopata americana Viola Frydman l’85% dei neonati riporta una
lesione del sistema craniosacrale, ossa e membrane). Ma anche a traumi successivi che possono essere stati sottovalutati o ignorati come possibile
fonte di sofferenza. Tali lesioni o rigidità membranose nella fascia intracranica possono essere una pesante eredità per il bambino, un disturbo cronico
capace di alterarne lo sviluppo e l’integrità funzionale in tutto il sistema corpomente.

Stare dritti e stare fermi!

Quello che poi spesso succede è che, oltre al continuo disturbo, il bambino craniopatico viene continuamente ripreso e invitato a “stare dritto” e “stare
fermo”, mentre lui fermo e dritto non ci può proprio stare, perché la sua postura e la sua agitazione risentono proprio di quel male nascosto nella
testa, mai diagnosticato, che lo accompagna magari dalla nascita.

Avete notato infatti che bambini considerati ipercinetici hanno molto spesso problemi posturali e di malocclusione dentale? Compressioni, strain, torsioni
sono alcune delle lesioni che possono investire le articolazioni (suture) craniche, provocando tensioni e restrizioni nel sistema fasciale più profondo (e
quindi nel sistema nervoso parasimpatico o craniosacrale). Una volta che l’operatore craniosacrale (o l’osteopata craniale) riesce ad “ascoltare” queste
restrizioni utilizzando un tocco molto lieve e percettivo, un tocco che il bambino sente subito amico, i disturbi migliorano spesso in modo
sorprendente, con un effetto a cascata sul resto del corpo. Dalla base del cranio la correzione può investire i compensi discendenti nella postura e nel
sistema stomatognatico (bocca e occlusione dentale), affiancando così in modo complementare le cure dell’odontoiatra e del fisiatra-ortopedico e
facilitando un rimodellamento del sistema tonico posturale.

Per questi motivi, mentre in Italia purtroppo la cultura osteopatica e la conoscenza del sistema craniosacrale è ancora poco diffusa persino fra i
medici, in altri paesi occidentali si è ormai da tempo integrata in modo complementare con le discipline tradizionali allopatiche, fisiatriche e odontoiatriche, pediatriche, ostetriche e ginecologiche (negli Stati Uniti e in Inghilterra l’osteopata è una figura integrata nei reparti materno infantili degli ospedali).

Sindrome ADHD e compressione dei condili occipitali

Quanto scritto sopra naturalmente non significa che tutti i disturbi del comportamento siano dovuti a disfunzioni del sistema craniosacrale. Ma se questo fosse il caso, la correzione fisiologica da parte dell’operatore craniosacrale porta un miglioramento molto rapido ed evidente. Secondo John Upledger, l’osteopata americano pioniere della ricerca clinica in questo campo, il problema più frequente nei bambini in età prescolastica o dell’istruzione primaria è la compressione dei condili occipitali, un tipo di lesione molto diffusa che spesso deriva da un parto in cui si è sviluppata una forte trazione sul cranio per accelerare il passaggio (per l’intervento diretto con forcipe o ventosa, o anche per cause indirette). Proprio questo impattamento del cranio in iperestensione sulla prima vertebra cervicale può favorire la sintomatologia ADHD (comportamento ipercinetico, timori esagerati e difficoltà di concentrazione). Secondo una recente indagine addirittura il 95,5 % dei bambini ipercinetici presenta un grado critico di compressione dei condili occipitali. Quando la correzione osteopatica va a buon fine, il bambino ipercinetico spesso si addormenta sul lettino nel giro di pochi minuti!

La decompressione della cerniera connettivale tra l’atlante e l’occipite provoca un sollievo immediato, e sono necessarie in genere circa quattro sessioni per
ottenere una correzione duratura di questa particolare lesione.

Lesioni nascoste, comportamenti autistici.

Si tratta evidentemente di lesioni che potrebbero (dovrebbero!) essere trattate già in fase neonatale, ma che spesso vengono ignorate del tutto. Così pure la
compressione delle ossa temporali sulla base cranica provoca una rigidità in questa particolare zona del cervello che può essere responsabile, secondo Upledger e altri, di buona parte dei comportamenti considerati autistici. In altre parole, il bambino diventa autistico per compensazione (e per disperazione) a
causa di questo fastidio continuo che non riesce a risolvere da solo.

Buoni risultati sono stati ottenuti mobilizzando tutto il sistema fasciale e decomprimendo l’articolazione principale della base (sincondrosi sfenobasilare). Questa decompressione riduce un dolore cronico presente all’interno del capo e una volta effettuate queste correzioni (generalmente è necessario lavorare a quattro o più mani) il comportamento autolesionista scompare spontaneamente, o diminuisce di molto, come riferiscono Upledger e altri operatori craniosacrali basandosi sull’evidenza di anni di lavoro.

In generale, secondo le indicazioni degli osteopati, ogni neonato il cui parto sia durato più di 8 ore o meno di 2 dovrebbe essere sottoposto a un controllo
specialistico dopo la nascita. Ma la nascita non è la sola responsabile di lesioni osteopatiche nei bambini. Non si devono infatti ignorare altri traumi che
possono bloccare le ossa, fra i quali cadute incidentali, traumi sacro-coccigei e colpi sulla testa.

Matteo Serafin (operatore craniosacarale ACSI)

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Per ulteriori approfondimenti e informazioni:

www.craniosacrale.it

www.upledger.com

http://www.osteopathiccenter.org/

www.osteopaton.com

http://www.acsicraniosacrale.it/