LA SCUOLA DI CRANIOSACRALE

La scuola di Biodinamica Craniosacrale La Marea è il primo Ente di formazione certificato ISO a livello nazionale.

I nostri operatori certificati possono iscriversi al ROICS (Registro Operatori Italiano CranioSacrale), un albo professionale privato presso l’ ACSI. L’Operatore Craniosacrale si forma attraverso un percorso triennale molto serio, con oltre 740 ore di lezioni teoriche e pratiche. Si parte dallo studio dell’anatomia, della fisiologia e dell’embriologia del corpo umano e delle tecniche specifiche, per arrivare all’acquisizione di competenze molto complesse e delicate.  L’Operatore Craniosacrale opera in un ambito di presenza concreta, di rispetto, di ascolto attivo, di non giudizio e con la capacità di entrare in sintonia e risonanza con i processi fisiologici del cliente. Deve sviluppare e affinare la capacità di “ascoltare” con le mani l’espressione di lenti movimenti ritmici dentro la fisiologia corporea, e di percepirne la qualità. La mente dell’Operatore Craniosacrale deve essere in grado di rallentare i ritmi del proprio sistema nervoso, quindi di rallentare il tempo e trasferirli al cliente.
Questo è un potenziale di base, in grado di aprire la percezione, di creare spazio “vuoto”, senza aspettative né giudizi, molto accogliente per la persona, nel quale diventa possibile accedere alle forze vitali più profonde e stimolare le risorse di salute e di autoguarigione. Il concetto base di questa tecnica, che l’operatore DEVE fare suo, è che in ognuno di noi esiste un potenziale innato di autoregolazione ed equilibrio primordiale, che va risvegliato, portando il corpo nella possibilità di recupero delle sue capacità di autoguarigione. E’ corretto sostenere che l’Operatore Craniosacrale è un facilitatore, che favorisce l’auto-coscienza per attivare il proprio potenziale di salute.

Professionisti e Comitato Scientifico

L’attività didattica e formativa offerta dalla scuola nasce dall’esperienza di professionisti di grande spessore che compongono il Comitato Scientifico.
Fanno parte del Comitato Scientifico anche professionisti esterni, scelti per il loro livello di competenza e la loro lunga esperienza sul campo, per le qualità umane e per una comune passione per questo lavoro.
Il Comitato Scientifico verifica l’aggiornamento del materiale didattico, i test di valutazione dell’apprendimento, la visione dell’attività svolta e i questionari di soddisfazione, e si adopera, in sinergia con lo staff interno, affinché i processi siano mappati e in continuo miglioramento.
Per scelta, l’Istituto affianca a tutti i processi una figura un po’ particolare: il Tutor. Trattasi di una figura scelta e formata che collabora attivamente durante i corsi svolgendo compiti di accoglienza, verifica materiale, supervisione ai laboratori e supporto agli allievi durante il tirocinio. Il suo ruolo vuole essere una figura certa e una presenza di riferimento ulteriore per gli allievi in percorso.

Il percorso proposto dalla nostra scuola prevede:
  • Lo studio dell’anatomia, dell’embriologia e della fisiologia del corpo umano, anche attraverso un approccio fenomenologico (LE LEGGI)
  • L’acquisizione di un’adeguata abilità percettiva attraverso tante ore dedicate alla pratica (tirocinio, pratiche assistite e supervisioni) partendo dai ritmi più oggettivabili per arrivare a quelli più sottili (L’ESPERIENZA)
  • L’aspetto relazionale che viene coltivato durante tutta la formazione ma che è oggetto anche di moduli dedicati, condotti da un docente altamente qualificato ed esperto di comunicazione e relazione con l’altro (LA RELAZIONE)

“I miei più sentiti ringraziamenti a tutto lo staff dell’Istituto Craniosacrale La Marea: Roberto Rizzardi, Laura Galetti, Ludovica Bellina, Umberto Bidinotto, che mi hanno guidato con professionalità, passione e dedizione, nell’introduzione al lavoro craniosacrale.”
“Un grazie sincero va a Roberto Rizzardi che ha saputo condurmi, con simpatia e originalità, in uno dei viaggi più incredibili della mia vita. Grazie per il puntiglio con cui ha ricercato le mie risposte, senza fermarsi alla superficie, e per la sua capacità di prendermi sempre in contropiede, per spingermi oltre.”